sabato 15 settembre 2007
Impermanenze
21 opere eseguite con tecnica mista
Tema centrale dei miei lavori è l’impermanenza, qualità trascendentale della realtà e dell’esistenza, alla quale riconosco valore estetico. Partendo dalla concretezza della superficie, ricerco, nella trasformazione degli elementi materiali la loro bellezza immateriale, che non è equivalente ad un nulla infecondo, ma s’identifica con la possibilità di generare ogni sorta di forma, tra rappresentazione del divenire e l’essere essa stessa oggetto di questa trasformazione, apparendo diversa a seconda dell’inclinazione e della qualità della luce, differente non solo a seconda dell’ora del giorno o della notte, ma anche al variare delle condizioni del cielo e dell’aria, e al mutare del tempo e delle stagioni. Ciò implica una sfida non soltanto nei confronti dell’idea abituale di bellezza, ma nei confronti di ogni forma perché disfà la forma in sé.
Questa mutevolezza è suggerita anche dall’utilizzo della superficie quadrata che, senza un orientamento predefinito, riduce ogni forma, in essa contenuta, di consistenza e significati propri e, per traslato, ciascun elemento di ogni situazione e di ogni condizione. Così, anche per i materiali che, mostrando il proprio carattere di transitorietà, d’impermanenza, alludono, allo stesso tempo, al fatto che tale carattere connota necessariamente ogni materiale, sia fisico che mentale. Sarebbe, però, sbagliato intendere i miei lavori, come particolare proprio degli elementi fisici che la costituiscono, soprattutto nel senso della “caducità”, perché questo termine nasconde l’idea di una perdita rispetto all’illusione della durata sognata come eterna.
Quello che ricerco, pur nell’umana pulsione a superare il carattere effimero del vivere in opposizione al continuo e inarrestabile scorrere del tempo, è la manifestazione estetica dell’impermanenza, che non equivale a soffrire o godere morbosamente della morte e, in generale, per la caducità del mondo, ma significa cogliere la bellezza dell’impermanenza e, con essa, quella della vita in generale, attraverso il sentire che va al di là dei sensi, inteso non come spiritualità smaterializzata ma materia che vibra, in un’esperienza differente dall’esperienza religiosa perché indissolubilmente legata alla res, alla cosa.
Ignazio Fresu
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Fresu's central theme is transience, or the transcendental quality of reality and existence, a quality in which he recognises aesthetic value. Starting from the concreteness of a surface, he seeks, in the transformation of the material elements used, their non-material beauty. Non-materialness or emptiness is not seen as the equivalent of a barren nothingness, but is rather identifìed with the capacity to generate any kind of different form, ranging from being the object itself of this transformation to the representation of that process of "becoming". Furthermore, the surface changes in appearance, according to the angle from which it is viewed and to the quality of the light. It does not only change according to the time of day or night but is also influenced by the weather or atmospheric conditions and mutates with the passing of time and of the seasons.
Changeability implies a challenge not only to the usual concept of beauty, but also to that of shape and form themselves because it breaks up the very shape and form ofthe object. This mutability is suggested partly through the use of square surfaces which, without a predefined direction, diminish in importance any individual identity of the shapes that they contain and therefore, by analogy,
reduce the single importance of each element contained in any situation or condition whatsoever.
Hence, also the materials. by revealing their own transitory and non-permanent nature, are a reminder of the fact that transitoriness characterises all matter and material, whether it be physical or mental.
It would be wrong, however, to consider Ignazio Fresu's painting as being merely made up of the physical elements which comprise it, in particular when associated with decay, as this word implies the idea of loss, as opposed, perhaps paradoxically, to a longed-for illusion of everlastingness. What Ignazio Fresu is seeking in his desire to transcend the ephemeral quality of life and to counter the continuous and unstoppable passing of time, is the aesthetic manifestation of impermanence, which is not tantamount to suffering or to getting morbid pleasure out of death or out of the general state of decay of the world. Rather, it means capturing the beauty of this impermanence and therefore of life in general, through a feeling that goes beyond our senses. Yet this feeling is experienced not as non-material spirituality but as matter that vibrates, in something which is different from a religious experience in that it is inseparable from the "res", from the "thing".