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mercoledì 23 maggio 2012

Ombre. La verità disturba



Due articoli (clicca sulle immagini per ingrandirle), uno de "Il Piccolo" e l'altro de "Il Messaggero veneto", che riferiscono di una certa intolleranza manifestata da alcuni a Gradisca d'Isonzo nei confronti dell'installazione "Ombre". Una installazione che, è bene ricordarlo, intende richiamare la coscienze sui drammi generati dalla violenza dell'uomo sull'uomo, primo tra tutti la Shoah.

L'installazione "Ombre" di Ignazio Fresu (clicca qui) recentemente è stata esposta a Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia, registrando una certa intolleranza da parte di alcuni. I panni appesi ai fili evocano persone che sono state e sono vittime della violenza, di ogni forma di violenza. Provate a pensare ai fili dei panni appesi in un giardino che garriscono nel sole. E' una immagine di vitalità. Provate a pensare alle cataste di scarpe ammucchiate nei magazzini dei lager: questa è una immagine di orrore, di morte. I panni di Fresu, rigidi e grigi, evocano la vita, la vitalità di persone, bambini-donne-ragazzi-uomini, che viene oppressa. La sua linfa è risucchiata da un terribile parassita e ciò che resta della persona è un simulacro pietrificato, inerte, morto. Questi indumenti rigidi, anneriti, incapaci di sventolare al sole, esprimono il senso di desolazione dell'artista di fronte alla violenza dell'uomo sull'uomo: a quella di chi ha pensato e messo in atto la Shoah, a quella di chi massacra il suo popolo per non cedere il potere da cui il popolo intende espellerlo, a quella di chi lascia che i suoi operai muoiano di mesotelioma perchè prendere le misure che lo eviterebbero ridurrebbe i profitti. A quella di chi intenzionalmente uccide, opprime, espelle, estirpa. E' questo il messaggio di "Ombre". Non capirlo, non condividerlo, non lasciarsene contaminare, non provare lucida pietà è un servizio reso al Grande Parassita.
Roberto Malfatti

venerdì 16 settembre 2011

Il Viandante e la sua Ombra ad Arcevia



Ombre
da Il Viandante e la sua Ombra
installazione di Ignazio Fresu
26 agosto – 10 ottobre 2011
EX CHIESA E MONASTERO DEI CAPPUCCINI di Arcevia

Ombre di un’umanità in cammino con le proprie identità e molteplicità.
Ombre che appartengono a questo nostro tempo nelle diversità accomunate dal medesimo destino a cui abbiamo sempre appartenuto.
Ombre di un tempo, di luoghi che ci appaiono lontani, sono qui, a ricordarci il nostro passato e le recenti trasmigrazioni di popoli, le nuove e le vecchie persecuzioni delle umanità.

A cura di Massimo Nicotra.
Organizzazione: C-GROUP In collaborazione con: Provincia di Ancona, Comune di Arcevia, Comune di Serra de’ Conti, Comune di Fabriano

Inaugurazione 26 Agosto 2010 ore 17,30
EX CHIESA E MONASTERO DEI CAPPUCCINI
Via Roma 15 Arcevia – AN
tutti i giorni: 10,30 / 12,30 – 16,30/19,30
Ingresso libero