lunedì 6 dicembre 2021


Video dell'installazione Verrà la morte e avrà i tuoi occhi con il commento musicale realizzato da Paolo Fresu accompagnato da Uri Caine al pianoforte.

L'installazione, che è in corso, è visitabile tutti i giorni fino a tutto gennaio 2022 con orario continuato 8:00-17:00 ed è adiacente al Campo degli Angeli, dietro le cappelle del cimitero Chiesanuova a Prato.

lunedì 1 novembre 2021

 Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


L'installazione, che è in corso, è visitabile tutti i giorni fino a tutto gennaio 2022 con orario continuato 8:00-17:00 ed è adiacente al Campo degli Angeli, dietro le cappelle del Cimitero Chiesanuova a Prato.

"Il progetto "Arte nei cimiteri" a cura di Riccardo Farinelli giunge al suo quarto appuntamento con le opere di Ignazio Fresu. che ha fatto del riciclo una cifra del suo lavoro, dando agli oggetti la possibilità di una rinascita in chiave estetica, ottenuta anche attraverso lo spiazzamento visivo dato dall’uso calcolato di resine e granulati. I materiali dunque sono scelti anche per la loro capacità evocativa e gli oggetti non tanto come utili ad una funzione ma capaci di diventare racconto, narrazione densa di rimandi capaci di interagire con la storia, sia essa personale o collettiva.
Coerentemente, tale modus operandi si evidenzia e si esplicita nei due lavori che Ignazio Fresu presenta, sia pure nella diversità espressiva che li caratterizza, all’interno del progetto Arte nei Cimiteri, arrivato al suo quarto appuntamento.
Ne la falsa porta quel che colpisce è la presenza-assenza di molti corpi disordinati, scomposti, parzialmente sovrapposti che vanno a riempire gli spazi verticali delle due ante. Così composti quei corpi sembrano i caduti di una battaglia, accomunati forse da un ideale condiviso, quello che possiamo immaginare attraverso i molti monumenti che in tante piazze d’Italia vogliono commemorare quell’idea, così forte da giustificare la morte. Ma qui tutto è evocato: dei corpi non è restato niente se non i pantaloni, le magliette, gli abiti che li ricoprivano, fissati per sempre in quello che appare essere il bronzo del monumento. Quei corpi assenti son come muti guardiani, stanno sulla soglia di una chiusa porta di bronzo, nel sacrario di una cappella dismessa, come una intima memoria.
Nello spazio verde esterno alla cappella si trova l’installazione Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, citazione da una famosa poesia di Cesare Pavese. Qui la verticalità assume un tono diverso, più solenne: diciannove alti monoliti, cui il granulato minerale restituisce l’impressione della pietra, si distribuiscono nello spazio del prato in un ordine apparentemente casuale, a ricordare la persistenza nel presente di antichi luoghi di culto come lo stupefacente Gobekli Tepe risalente a dodicimila anni fa, testimonianza munumentale di quanto l’uomo antico sia simile all’uomo contemporaneo con il quale condivide progetti, aspirazioni, curiosità ma anche timori, paure, riflessioni sull’umana fragilità.

giovedì 15 ottobre 2020

Finissage "Piccola biblioteca dei sogni"

 


Sabato 17 ottobre alle ore 16:00 Finissage della mostra "Piccola biblioteca dei sogni" presso Villa Rospigliosi via Firenze 83 Prato.

A chiusura dell'evento espositivo uno spettacolo inedito: Il flauto e la musica di Carlotta Vettori, la danza e la coreografia di Sara Nesti, la voce di Giovanni Pini su testo di Carla Carbone, i costumi di Eleonora Lastrucci, la regia di Mirco Rocchi.     




venerdì 28 agosto 2020

Piccola Biblioteca dei sogni


 L'evento espositivo si svolgerà in due sezioni: una esterna, composta da una grande installazione scultorea permanente, che occuperà il prato antistante la settecentesca Villa Rospigliosi ed una seconda, costituita da gruppi scultorei, all'interno dell'adiacente e spazioso locale ad antico uso contadino.

Il tema dell'evento si rivolge al rapporto uomo/natura attraverso il libro ed il suo significato simbolico
Leonardo da Vinci, precorrendo i tempi, scriveva: "La natura è la fonte di tutta la vera conoscenza. Ha la sua logica, le sue leggi, non ha alcun effetto senza causa né invenzione senza necessità". Un secolo dopo, Galileo Galilei, nel suo “Dialogo sopra i massimi sistemi” riafferma questo pensiero scrivendo che “il libro della natura è un libro aperto innanzi a noi”. Credo che proprio tra questo libro e quelli dell’uomo, s’instauri il più profondo, privilegiato ed insieme conflittuale legame simbiotico che ci accomuna con la natura e per il quale l’uomo è tale nella misura in cui sarà in armonia con essa.Nella "Piccola biblioteca dei sogni" propongo questo singolare legame: all'esterno libri aperti, sparpagliati nel prato in apparente disordine, libri di pietra che nascono dalla terra, scompigliati dagli asoli di vento discontinuo, che sta, si posa, gira. Pagine svolazzanti ma pietrificate in un istante infinito senza tempo, che contengono ciò che ognuno di noi vi vorrà leggere. Perché come Medusa che, con lo sguardo pietrifica, ciascuno di noi interpreta la realtà pietrificando ciò che ci circonda in un modo diverso annullando quella degli altri. Mentre i gruppi scultorei all'interno, con la verticalità e l'ordine naturale categorizzato attraverso la successione Fibonacci estesa ai numeri primi, propongono un'altra lettura: libri non più di pietra, bensì del materiale che l‘uomo tecnologico è riuscito ad estrarre dalle viscere della terra ed a trasformare senza, però, riuscire ad arrestare quel processo che in esso ha il suo ineluttabile divenire. Strumenti educativi, di conoscenza, di documentazione e d'informazione che si sono trasformati modificando, oltre alla nostra percezione, la nostra stessa esistenza da realtà vissuta in realtà immaginata.Tutte le cose, come i libri e ciò che essi contengono, così come i pensieri, le azioni e, come questo stesso testo, sono frutto, oltre che della nostra coscienza e conoscenza, della nostra immaginazione: la via d'accesso che consente di esplorare la dimensione non governata dalla ragione. L'uomo, oggi più che mai, preso dalle cose del mondo, di rado esercita questa sua facoltà, ponendo tra sé e le cose, il limite dell’interesse pratico, della funzione, dell'utilità, mentre è la contemplazione pura, disinteressata, ingenua, che può rivelare il legame che stringe il reale in un tutto trascendendo la realtà apparente. Quest'ultima, infatti, è un evento e non una condizione, è un divenire e non un essere. È solo dopo aver superato questo primo rapporto percettivo separando ciò che vediamo dal suo contenuto mondano e sensibile, astraendone i contenuti dalla sua dimensione materiale servendoci dell'immaginazione, che accederemo pienamente al processo creativo. E questo affascinante ambiente naturale di Villa Rospigliosi, "addomesticato" dall'uomo nella sua perenne lotta e ricerca d'armonia con la natura, è un invito a riappropriarci della nostra immaginazione e a vivere i nostri sogni.

giovedì 29 agosto 2019

Legami Entanglement

L'entanglement è il più grande e più profondo mistero dell'universo perché si spinge fino agli estremi limiti della materia, della sostanza, dell'esistenza. Indaga il carattere ultimo dell'esistenza. Il termine è mutato dall'inglese e significa intreccio, ingarbugliamento, ma per estensione lo si può pensare anche come coinvolgimento sentimentale.

FOTO DELL'INSTALLAZIONE

mercoledì 21 agosto 2019

Dietro lo specchio


L'installazione "Dietro lo specchio" nasce da alcuni versi di una poesia di Fernando Pessoa: "La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto". Questa poesia ci racconta della morte come di un'altra dimensione che a noi viene celata riflettendo il nostro mondo come in uno specchio. Specchi che in alcune tradizioni, quando si è colpiti da un lutto, vengono coperti con un panno, come fossero delle false porte, per trattenere lo spirito del defunto ancora per un ultimo saluto e il conforto di chi lo piange oppure per non essere rapiti in un'altra dimensione temporale come nelle favole e nell'opera del matematico e scrittore inglese Lewis Carroll. Ecco, noi non vediamo più chi ci era vicino solo perché è oltre la curva, è dietro lo specchio della nostra apparente realtà. Uno specchio coperto da uno strato di polvere, e quella polvere, depositata dal tempo, è la nostra vita fatta di memoria, dei nostri ricordi confusi e sbiaditi. Polvere così instabile e precaria come la nostra stessa esistenza che un sol colpo di vento può far volar via.