mercoledì 2 luglio 2014

Articolo di Alessio Brugnoli su ilcantooscuro


Cento Scale


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Nella Bibbia si narra di Giacobbe che, durante il suo viaggio essendo giunto in un certo luogo, e volendo riposarsi dopo il tramonto del sole, prese una delle pietre che stavano per terra e, ponendola sotto la testa, dormì in quello stesso luogo. E vide in sogno una scala che poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo, e vide anche alcuni angeli che vi salivano e vi scendevano.
Immagine che ricorre anche nella tradizione islamica, Maometto vide una scala che saliva nel Tempio di Gerusalemmw fino al Cielo, con gli angeli a destra e a sinistra; sulla scala le anime dei giusti salivano verso Dio, e in Dante che nel nel cielo di Saturno, descrisse una scala d’oro innalzarsi vertiginosamente fino all’ultima sfera celeste, sulla quale salivano le anime dei beati.
Simbolo forte la scala, che Guénon, immagina a come immagine dell’ascesi verso il Divino
Gli angeli rappresentano propriamente gli stati superiori dell’essere; a essi corrispondono quindi più particolarmente i pioli, il che si spiega con il fatto che la scala dev’essere considerata con la base poggiata a terra, cioè, per noi, è necessariamente il nostro mondo il «supporto” a partire dal quale si deve effettuare l’ascensione.
Ma in una società sempre più laica come la nostra, è ancora possibie parlare di dimensione spirituale ? E’ una delle domande che si pone Ignazio Fresu con Cento Scale, la spettacolare installazione che verrà inaugurata questo pomeriggio lle ore 19 nel giardino Buonamici a Prato. L’opera potrà essere ammirata tutti i giorni dalle 19 alle 2 di notte, esclusa la domenica, fino al 16 settembre.
Il punto di partenza di Ignazio è nella poesia di Montale
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
in cui si evidenzia come la Realtà vada al d là dell’apparenza fenomenica, ma consista in un mistero inspiegabile.
E la Spiritualità, in questi giorni è qualcosa di più e di diverso dell’affidarsi a certezze fideistiche; è interrogarsi di continuo sulla Natura dell’Essere, cercando un senso fragile e fallibile, alla propria vita, sognando di arrampicarsi versi l’Infinito, sempre incerti se trovarvi il Tutto o il Nulla…